venerdì 18 febbraio 2011

L'Arco Baleno

Una parola sola è come muta
Pensiamo le parole: una a una,
una parola sola è come muta,
ombra d’assenza, eco di silenzio.
Anche quando è nobile, un nome,
la parola assoluta di qualcuno,
se è sola, si affanna, si affatica,
sta, rigida, lì fuori dalla gola.
Ma se è con altre, impara il divenire,
s’inverba, s’aggettiva, si congiunge,
s’avverbia, si sostanzia, o viceversa,
si fa fiore di frase, si discorre,
s’incora, s’avvalora, si risponde.
Noi così stiamo, in casa, o nelle gole,
chiusi, origliando i sensi, i canti, il sole?


                                Roberto Piumini





Per noi tutto è iniziato da una parola scritta vicino ad un'altra.
Poi sono diventate molte parole.
Scritte, tutte scritte mai dette a voce.
Scritte, davvero.


Abbiamo imparato il divenire: insieme.
Siamo partite da una cartonina e scrivendo e scrivendo, come per magia, le parole s'inverbano, s'aggettivano, si congiungono e poi divengono.


L'Arco Baleno cartonina si è trasformata in un quadro che per un po' è rimasto a casa di Nina.









E poi.
In due abbiamo temuto.
Temuto in silenzio senza parole scritte.
Col fiato sospeso siamo entrambe rimaste perché lei ha fatto le valigie e ha dovuto viaggiare.
Avevamo un'unica parola scritta che nemmeno era una parola:
era un numero che la identificava mentre passava di mano in mano
di postini e corrieri incuranti della sua fragilità.

In silenzio entrambe la seguivano.

Poi lei.
È arrivata.
Avvolta, protetta, intonsa.

Per molti infiniti minuti l'ho tenuta tra le mani.
Ho seguito sulla tela i tratti  delle mani di Nina.
Ho sentito il rosso del vestito.
Ho sorriso.

Sono io, ho detto.
Sono davvero io.


Ho scritto molte parole vicine a Nina.

Sapevo fin da prima che mi arrivasse dove l'avrei messa,
come se l'avessi avuta da sempre.
Senza una minima esitazione.

Ora è appoggiata ad un muro privato, intimo e silenzioso.
Ogni sera prima di andar da Morfeo lei mi strizza l'occhio complice.

Ho deciso di farla vedere così anche qui
ma con la luce soffusa,
i contorni sfumati,
i tratti percepiti ma non chiari.

Per proteggerla.
Per tenerla mia.

Perchè sono gelosa.
Questa cartonina che è cresciuta ed è diventata tela è solo mia.
E tua.
Perchè l'amore non deve essere un segreto.
Lei ora sta in casa, chiusa, chiusa origliando i sensi, i canti e il sole.




4 commenti:

nina ha detto...

è possibile avere un brivido di calore?
io dico di sì, perché ce l'ho ora.

grazie.
nina

oneofthesethingscomesfirst ha detto...

intensa la poesia e tenera la tua personale rivisitazione! veramente un bel post! :)

PaolaFrancy ha detto...

che bello avere una cartonina con la propria immagine.
wow...

Se ha detto...

@nina stai alta stai alta...
@ones eh grazie. Vedessi come è bello il quadro!
@Paola beh un po' me la tiro io non sono così bella... la donnina in rosso molto molto più bella!