martedì 10 agosto 2010

Il turbante arancione in quota

Quasi un mese di silenzio stampa.

Ma di silenzioso, in realtà, rimane solo lo schermo mentre tutto il resto della mia vita scorre come un fiume un piena.

Quella cretina col turbante arancione in testa, nonostante l'allergia appurata ai monti a punta, si ritrova a fare vacanze nel verde e non nel blu.
Sopravvive egregiamente.
Le manca l'acqua salata, però.


Nonostante l'intolleranza alle salite è stato raggiunto un traguardo.
Un traguardo di molte generazioni.

Tutti in quota, turbante arancione compreso.
Comprese le smorfie dei montanari veri, che super-tecnici e flessuosi, inorriditi e attoniti, salutano alla montanara quella cretina col turbante che s'inerpica sulla pietraia.
Che si ferma a mangiare la neve croccante del rimasuglio del nevaio.
Che prova a spronare una cinquennne in un'impresa titanica, quando nemmeno lei sa bene il perchè s'è avventurata in questa fatica senza senso.
Che pensa e pensa e pensa, salendo, sbuffando e imprecando col sorriso aperto e il turbante amuleto.

Tante pietre e nemmeno un filo d'erba.
Vento e sole.




Tutti arrivati.
Tutti arrivati con le loro gambe e coi loro fiatoni.

Il nonno bis a 85 anni.
La nipote a 5quasi6 anni.
Gli altri in mezzo tra 10 e 62.
Anche un cane nero, goduto come non mai.

Tutti arrivati a 3317 m.
Di là c'è la Svizzera.
Di qua c'è l'Italia.

Voi non ci credete ma siamo arrivati qui.





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