venerdì 29 maggio 2009

Le ranocchie nella panna

C'erano una volta due ranocchie
che caddero in un recipiente pieno di panna.
Si resero subito conto che sarebbero affogate: era impossibile nuotare o rimanere a galla.
All'inizio le due rane si misero a sgambettare nel tentativo di traggiungere il bordo del recipiente.
Ma era inutile: riuscivano solo a sguazzare sul posto e ad affondare.

Una di loro disse: Non ce la faccio più. E' impossibile uscire di qui.
Non si può nuotare in mezzo a questa cosa viscida.
E dato che devo morire, non vedo perchè prolungare la mia sofferenza.
Non capisco che senso abbia morire di sfinimento per uno sforzo inutile.

Detto questo, smise di scalciare e affondò rapidamente.
L'altra rana, più cocciuta, disse tra sè: Non c'è verso di salvarsi.
Non si riesce ad andare avanti in mezzo a questa roba.
Anche se la morte si avvicina preferisco lottare fino all'ultimo.
Non voglio morire neanche un secondo prima che sia giunta la mia ora.

Continuò a sguazzare sul posto, senza muoversi di un millimetro, per ore e ore.

E un un tratto con tutto quello zampettare e ancheggiare, agitare e tirare calci,
la panna si trasformò in burro.

Meravigliata la ranocchia spiccò un salto.
Raggiunse il bordo del recipiente.
Lo scavalcò e se ne tornò a casa gracidando.



A te, che hai lottato fino all'ultimo.
Buon viaggio nell'altro mondo.

2 commenti:

PaolaFrancy ha detto...

sono capitata da te leggendo un commento su kosenrufu mama ... mi ha incuriosito il tuo nick "se". volevo sapere se stava per il se congiunzione o altro. ora so che ti chiami selvaggia.
niente, volevo solo dirti questo e che ripasserò.
eccome, se ripasserò ...
paola

LaRaffa ha detto...

Ciao Se...ma allora sei la blogger più esperta che conosco! Che bello!