martedì 11 dicembre 2007

Il supplizio di Tantalo















Tantalo, quello spione, ne aveva fatte di grosse.
Rubava ambrosia e nettare agli Dei per darli agli umani.
Uccideva figli, per vedere se davvero gli Dei erano onniscenti.

Lo hanno condannato in eterno nel Tartaro a soffrire la fame e la sete.
Immerso in un lago e sotto un albero di frutta.
Appena si protendeva all’acqua o alla frutta, questi si allontanavano.


Io ho un tarlo che mi rosicchia.
Più lo allontano più mi corrode.
Ma io che ho fatto?

1 commento:

Anonimo ha detto...

FORZA, FORZA, E ANCORA FORZA.

HAI TANTA GENTE AL TUO FIANCO.

ANCHE SE TI SEMBRA DI ESSERE IN UN DESERTO, SAPPI CHE CI SONO DELLE OASI CHE NON VEDI.

A VOLTE HAI L'ACQUA SOTTO I TUOI PIEDI MA NON RIESCI A SCORGERLA E CI CAMMINI SOPRA.

NON SEI SOLA.