lunedì 19 novembre 2007

Gli specchi d'acqua

Incredibile.
La farfalla è diventata pesce.
Ha visto uno specchio d’acqua ed è guizzata come un raggio di luna in mare aperto.

Si è vestita di giallo (il suo preferito) ma le è rimasta la bocca sporca di more (le sue preferite).



Subito mi son tuffata.
Attonita, l’ho seguita.

E son tornata pesce con le ossa.
Mi ero dimenticata che sapevo nuotare.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

ero troppo stanco per vedervi nuotare, ormai mi succede di rado ma ogni tanto accade. scusa.
la meraviglia del nuoto, la meraviglia dell'acqua, con i suoi colori,
continuate vi prego a godere dell'acqua, continuate a nuotare.

gio

Anonimo ha detto...

CHE BELLO!
BRAVA BRAVAA BRAVAAA!!!

Anonimo ha detto...

"...ma piangendo la lacrimazione diventa copiosa e la funzione diventa paradossale: dopo un pianto prolungato l’occhio è arrossato, le palpebre gonfie; il lavaggio è andato oltre le intenzioni. Potremmo dire che la funzione fisiologica del pianto assume un incarico psichico rivolto alla eliminazione di una tensione preesistente, causata da motivi palesi, oppure ignorati anche da chi piange.
Diciamo che il pianto cerca di “pulire l’anima” eliminando psicobiologicamente un eccesso di tensione.
In questo senso esso ha una funzione limite tra il soma e la psiche: è una difesa somatica che viene utilizzata anche dalla psiche...".