Qui neve: passo e chiudo
L'Arco Baleno

Per noi tutto è iniziato da una parola scritta vicino ad un'altra.
Poi sono diventate molte parole.
Scritte, tutte scritte mai dette a voce.
Scritte, davvero.
Abbiamo imparato il divenire: insieme.
Siamo partite da una cartonina e scrivendo e scrivendo, come per magia, le parole s'inverbano, s'aggettivano, si congiungono e poi divengono.
L'Arco Baleno cartonina si è trasformata in un quadro che per un po' è rimasto a casa di Nina.
Idee calde che vengono dal freddo
È un insieme di menti eterogenee dall'handmade al vintage, dagli illustratori agli arredatori d'interni.
Stoffe strane che diventano borse, fogli di quaderni strappati, fotografie, ceramiche decorate, cuscini, sticker per portatili, grucce foderate di carta da fumetti, portavasi, vestiti e canovacci.
Anche solo per sognare o per rimestare il nido in previsione della primavera o per carpire idee da regalare spesso passo di lì.
E ci trovo sempre qualcosa di meraviglioso.
Contatrice di nuvole
Sono stata trascinata in un turbine lavorativo che mi ha sballottata, sulle sponde di gennaio, lasciata inebetita, stordita e attonita a fissare il calendario e capire che sono già arrivata a metà febbraio.
Ho raccolto i brandelli di tutte le me che hanno faticato indefesse, battagliere e un po' stupite della rinnovata capacità a tener botta nelle traversie di questo mondo nuovo (nuovo per me che questo lavoro non ho mai fatto).
Tenere botta si fa per dire: spesso son caduta in orari vergognosamente infantili tramortita dalla favola della buona notte raccontata alle mie me che fingevano di stillare sogni meravigliosi i una mente seienne.
Insomma, ho portato le mie membra stanche a marinare in un brodo di bolle fantastiche.
Le terme, che invenzione.
Adesso mi godo questo sole di metà febbraio.
Chissà che tempo ha fatto prima, chissà.
Devo dirvi che mi siete mancate, che vi ho spiato di sfuggita nelle pause nanometriche autoconcessemi (quelle me che dirigono i lavori sono tremendamente severe).
Che adesso ho mille cose da fare che mi sono rimaste indietro (yuppiduuuu! oh ma quando si va in pensione??).
Che mi sollazzerò con le frivolezze che adoro.
Ho rinchiuso quelle severe in gatta buia: le altre hanno preso il sopravvento e preparano l'arrivo della primavera con festeggiamenti consoni a chi sogna di fare la contatrice di nuvole da grande.
Sì, ho deciso.
Da grande voglio fare la contatrice di nuvole.
Ps: anche io c'ero in piazza. Oggi.
Contatrice di nuvole
Sono stata trascinata in un turbine lavorativo che mi ha sballottata, sulle sponde di gennaio, lasciata inebetita, stordita e attonita a fissare il calendario e capire che sono già arrivata a metà febbraio.
Ho raccolto i brandelli di tutte le me che hanno faticato indefesse, battagliere e un po' stupite della rinnovata capacità a tener botta nelle traversie di questo mondo nuovo (nuovo per me che questo lavoro non ho mai fatto).
Tenere botta si fa per dire: spesso son caduta in orari vergognosamente infantili tramortita dalla favola della buona notte raccontata alle mie me che fingevano di stillare sogni meravigliosi i una mente seienne.
Insomma, ho portato le mie membra stanche a marinare in un brodo di bolle fantastiche.
Le terme, che invenzione.
Adesso mi godo questo sole di metà febbraio.
Chissà che tempo ha fatto prima, chissà.
Devo dirvi che mi siete mancate, che vi ho spiato di sfuggita nelle pause nanometriche autoconcessemi (quelle me che dirigono i lavori sono tremendamente severe).
Che adesso ho mille cose da fare che mi sono rimaste indietro (yuppiduuuu! oh ma quando si va in pensione??).
Che mi sollazzerò con le frivolezze che adoro.
Ho rinchiuso quelle severe in gatta buia: le altre hanno preso il sopravvento e preparano l'arrivo della primavera con festeggiamenti consoni a chi sogna di fare la contatrice di nuvole da grande.
Sì, ho deciso.
Da grande voglio fare la contatrice di nuvole.
Ps: anche io c'ero in piazza. Oggi.
Gerbera d'inverno
Fuori fa freddo.
Non si decide a nevicare.
Spalmata sul divano sonnecchio.
Una gerbera arancione mi ricarica le pile.






